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Il Tempio dedicato al Santo Patrono della Città di Naso, realizzato in puro stile cinquecentesco, sorge nella parte orientale del Centro Storico, in quella parte del paese che lo vide nascere e in cui, il 28 Marzo 1236, morì. La costruzione del Tempio di San Cono risale proprio al XV secolo, fu eretto in corrispondenza della Grotta di San Michele in cui Conone trascorse gli ultimi anni della sua mirabile vita terrena. Consacrata il 3 Giugno del 1511, rappresenta da sempre il luogo sacro per eccellenza per tutti i cittadini di Naso e per i devoti di San Cono, essa subì in seguito numerose opere di abbellimento e restauro, anche in tempi relativamente recenti grazie all'interessamento dell'arciprete Antonino Portale e di tanti suoi concittadini. Degno di ammirazione il Campanile che porta nel coronamento una larga monofora in pietra bigia.

All'interno la Chiesa di San Cono è suddivisa in tre navate e quella centrale è sovrastata da lapidee arcate rotonde sorrette da dodici colonne in pietra cenerina, adornate da capitelli in stile dorico. Sull'altare è possibile ammirare la statua lignea di San Cono Abate, commissionata dall'Arciprete Portale nel 1926: essa ritrae il Santo Patrono in atto supplice al momento della morte, con lo sguardo rivolto al cielo. Tale opera fu realizzata affinchè si ricordassero le vere sembianze dell' Abate.

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L'importanza di ricordare quale fosse l'aspetto reale di Conone Navacita fu dettata dal fatto che il Simulacro portato in processione durante le diverse commemorazioni del Santo ha un aspetto decisamente diverso: infatti veniva realizzata a Palermo un'opera lignea con le fattezze di un grande e potente dominatore dallo sguardo avvolgente. Essa incarnava, e lo fa tutt'ora, un concetto simbolico di "potenza, grandezza e abbondanza" così da sottolineare il dominio sul popolo fedele ed al tempo stesso incutere terrore ai nemici. L'aspetto del Simulacro risultava ancora più "dominante" durante le processioni per le strade di Naso: esso infatti veniva portato in spalla su di una grande vara che ne amplificava l'imponenza. Erroneamente si crede che l'aspetto dell'opera tenda a riprodurre le sembianze assunte da San Cono durante l'apparizione del 1545 quando i Turchi, pronti ad invadere Naso, batterono in ritirata davanti alla Sacra Visione: l'opera originale fu infatti realizzata nel 1512, ovvero 33 anni prima di questo episodio.

Tuttavia quella visibile ai giorni nostri è solo una copia dell'originale: esso infatti andò distrutto completamente durante un incendio verificatosi la notte del 25 Gennaio 1920, dopo 408 anni! I cittadini di Naso, colpiti al cuore da tale disgrazia, si misero subito all'opera per reperire fondi e maestranze necessarie alla realizzazione di una nuova opera che venne "consegnata" alla Città di Naso il 31 Agosto 1922, così come ricorda l'incisione applicata alla vara del Santo Patrono.

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Parte dell'imponente Tempio di San Cono poggia su di un'altra Chiesa che, fin dal principio, gli fu costruita sotto. Essa, con pianta a croce latina, consta di quattro altari: uno di questi fu realizzato nella Cappella che, protetta da 3 cortine di ferro con 7 chiavi, custodisce le Sacre Reliquie di San Cono Abate: la testa è racchiusa in una calotta d'argento, così come una mano e un braccio, mentre il resto del corpo è custodito in un'urna d'argento.

L'interno della Cappella è ricco di marmi rari e lucidissimi, adornato da dipinti raffiguranti i numerosi prodigi che costellarono la vita di Conone Navacita: San Cono che benedice Naso, il momento in cui estirpa il verme dall'orecchio del figlio del Governatore di Naso e San Cono in estasi al momento della morte sono solo alcuni dei dipinti che si possono ammirare in suddetta Cappella. La particolarità di questa Chiesa "sotterranea" risiede nel fatto che essa sorge, in parte, sul luogo esatto in cui si trovava la Grotta di San Michele: a ricordarne l'esatta ubicazione oggi vi è un altare, eretto grazie all'Arciprete Antonino Portale, che fu inaugurato il 28 Marzo del 1930.