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Ogni anno, il primo settembre, a Naso, si compie un miracolo: tutti i nasitani presenti e lontani (sparsi in tutto il mondo) sono accomunati dall’unico grande desiderio di venerare il loro Concittadino e Patrono San Cono. L’emozione è intensa, la partecipazione corale, il coinvolgimento è totale. Emozioni rivissute anche oggi con la processione per le stradine del centro storico. ” ‘NA VUCI VIVA: A GRAZIA I SAN CONU “: la storica invocazione è tornata a risuonare nelle strade di Naso, come ogni anno, simbolo di fede sincera e di tradizione che si perpetua e si rafforza nel tempo.

San Cono pare sia nato il 3 Giugno 1139 a Naso e battezzato col nome di Conone. Figlio di una famiglia benestante, superò l’ostilità dei genitori ed entrò nel Monastero di San Basilio. L’abate Conone predilesse la vita eremitica e contemplativa e si ritirò a vivere in una grotta in assoluta povertà. La sua fama inizia a diffondersi ben presto nella popolazione che andava a trovarlo per ricevere da lui una parola. Morì in fama di santità il 28 marzo 1236. Sepolto nella stessa grotta, verrà successivamente traslato nella cripta della Chiesa a lui intitolata. Non si è in possesso del Decreto di canonizzazione, ma Papa Urbano VIII con appositi provvedimenti stabilì la festa il giorno 3 Giugno e la traslazione il 1° settembre. Con decreti del 1786 e del 1790, Papa Pio VI autorizzò poi il clero di Naso all’Ufficiatura e la Santa Messa decreti del 1786 e del 1790.

Fonte: amnotizie.it